Mentoring per diversità e inclusione: come progettarlo

Aggiornato: 8 ottobre 2026 5 min di lettura

Un programma di mentoring per diversità e inclusione (o mentoring inclusivo) è un mentoring strutturato che amplia l’accesso a mentor, reti e opportunità per chi ne ha avuto meno. Si basa su partecipazione aperta, abbinamento equo e volontario, dati protetti e una misurazione onesta della partecipazione.

Questa guida è pensata per i team HR, talent e D&I e per i referenti degli employee resource group (ERG). Copre i modelli di programma, l’abbinamento senza stereotipi, la tutela dei dati sensibili, la misurazione e gli errori più comuni. Altri formati in tutte le nostre guide al mentoring.

Quale problema risolve il mentoring inclusivo?

Il mentoring informale esiste ovunque. I manager esperti tendono a seguire chi somiglia loro, lavora vicino o è stato loro presentato. Nessuno lo progetta così, ma l’accesso a consigli e sostegno finisce per seguire le reti esistenti.

Un programma inclusivo rende l’accesso intenzionale:

  • Apre la porta. Chi rientra nell’obiettivo può candidarsi con una procedura pubblica.
  • Allarga le reti. Coppie e circle attraversano team, livelli, sedi e percorsi.
  • Rende visibili le opportunità. I mentor capiscono chi è pronto per una nuova sfida; i mentee capiscono come si prendono davvero le decisioni.

Scrivete un obiettivo concreto, ad esempio: “dare ai giovani delle sedi regionali accesso a mentor senior”.

Quali modelli di programma funzionano?

ModelloCome funzionaIdeale perAttenzione a
Circle di mentoring di un ERGGruppi di 6–8 persone con uno o due mentor, ogni meseSupporto tra pari, raggiungere molti con pochi mentorCircle senza contatto con il vertice
Mentoring 1:1 tra profili diversiMentee e mentor di altra funzione, livello o percorsoAllargare la rete, obiettivi di carrieraAbbinare per etichette anziché per obiettivi
Reverse mentoringUn dipendente fa da mentor a un dirigente sulla propria esperienzaConsapevolezza dei leader, cambiamento culturaleUn ascolto una tantum senza seguito
Percorso di sponsorshipI dirigenti si impegnano a proporre il partecipante per progetti o ruoliPassare dal consiglio all’opportunitàSponsor senza reale potere decisionale

I circle sono spesso il punto di partenza più semplice, perché l’ERG porta già membri, fiducia e temi. Dimensioni e agenda tipo nella guida al mentoring di gruppo.

Il reverse mentoring permette ai leader di sentire direttamente come politiche e abitudini vengono vissute da colleghi con esperienze diverse. Approfondite nella guida al reverse mentoring.

La sponsorship va oltre il consiglio: il mentor orienta, lo sponsor usa la propria influenza. La differenza è spiegata in mentoring vs sponsorship. Per un focus sulla parità di genere, leggete la guida al programma di mentoring per donne.

Come si progetta il programma passo dopo passo?

  1. Una frase obiettivo: chi volete raggiungere e quale risultato vi aspettate.
  2. Partecipazione aperta, descritta per situazione e obiettivo (“nuovi manager”, “membri di un ERG”). Verificate con il legale cosa consente la normativa per programmi riservati a gruppi specifici.
  3. Mentor reclutati in tutta l’organizzazione, non solo tra i soliti volontari, e preparati su ascolto, riservatezza e pregiudizi impliciti.
  4. Formati combinati: circle per il supporto tra pari, coppie per gli obiettivi individuali, sponsorship per un piccolo gruppo vicino a una promozione.
  5. Abbinamento equo (sezione successiva).
  6. Ciclo fisso: da sei a dodici mesi, con incontri ogni due-quattro settimane.
  7. Misurazione e tutela dei dati decise prima della prima candidatura.

Come abbinare in modo equo, senza stereotipi?

Abbinare solo per una caratteristica condivisa significa presumere i bisogni. Abbinare solo tra differenze può ridurre il partecipante a “materiale didattico”. La soluzione: lasciar scegliere i partecipanti.

  • Prima obiettivi ed esperienza. È il segnale più solido.
  • Autodichiarazione facoltativa, con “preferisco non rispondere” e una spiegazione dell’uso.
  • Chiedere preferenze, non categorie: “Preferisci un mentor che condivida un aspetto del tuo percorso? Se sì, quale?”
  • Vincoli fissi: lingua comune, fusi orari compatibili, nessun rapporto gerarchico diretto.
  • Distribuire il carico: i mentor di gruppi sottorappresentati ricevono spesso moltissime richieste. Limitate i mentee per mentor.
  • Revisione umana delle proposte e possibilità di cambiare coppia senza colpe.

Criteri e metodi in come abbinare mentor e mentee; domande pronte, con campi di preferenza facoltativi, nel questionario di abbinamento mentor-mentee.

Come proteggere i dati sensibili?

Il GDPR (art. 9) considera origine etnica, religione, salute e orientamento sessuale categorie particolari di dati personali; in Italia si applica anche il Codice privacy (D.Lgs. 196/2003, aggiornato dal D.Lgs. 101/2018).

Buone pratiche generali, da validare con il vostro DPO:

  • Minimizzazione: raccogliete solo ciò che cambia un abbinamento o un report.
  • Facoltativo e trasparente: scopo, accesso e tempi di conservazione.
  • Analisi aggregate, solo su gruppi abbastanza grandi da garantire l’anonimato.
  • Accesso limitato: chi gestisce il programma deve sapere che una coppia si incontra, non di cosa parla.
  • Diritto di ritirarsi senza motivazione.

Sono indicazioni generali, non consulenza legale.

Come misurare partecipazione e crescita?

  1. Copertura: candidature, ammissioni, coppie, tempi di attesa. Confrontate il bacino di candidati con il gruppo obiettivo.
  2. Partecipazione: incontri per coppia o circle, sessioni completate, abbandoni.
  3. Esperienza: brevi feedback dopo le sessioni e a metà percorso.
  4. Obiettivi: due o tre all’inizio, valutati a metà e alla fine.
  5. Segnali di lungo periodo: promozioni, mobilità interna e permanenza a 12–24 mesi, presentati come ciò che è successo ai partecipanti, non come prova dell’effetto del programma.

Per un quadro completo, consultate la guida alla valutazione del programma di mentoring.

Quali errori evitare?

  • Lasciare il programma ai soli volontari dell’ERG.
  • Abbinare per etichette.
  • Sovraccaricare pochi mentor visibili.
  • Consigli senza accesso: aggiungete sponsorship o un legame con le talent review.
  • Raccogliere troppi dati “per sicurezza”.
  • Annunciare risultati che non potete dimostrare.
  • Un linguaggio escludente: presentate il programma per il suo obiettivo, ampliare l’accesso al mentoring.

Come può aiutarvi un software?

Abbinamenti, pianificazione, promemoria e report sono ciò che richiede più tempo. Il software di mentoring aziendale di Mentornity se ne occupa: abbinamento basato su regole sui campi che scegliete, con pesi e filtri obbligatori, in cui il vostro team esamina ogni coppia proposta fianco a fianco prima di approvarla; mentoring individuale e di gruppo nello stesso programma; sessioni con temi definiti; note private che restano private; report di partecipazione esportabili. È gratuito fino a 10 utenti: iniziate magari con un solo circle e provatelo gratis.

Domande frequenti

Che cos'è un programma di mentoring per diversità e inclusione?

È un programma di mentoring strutturato che amplia l'accesso a mentor, reti e opportunità per chi finora ne ha avuto meno. Si basa su partecipazione aperta, abbinamento equo e volontario, dati personali protetti e una misurazione onesta di partecipazione e crescita.

Che cos'è il mentoring promosso da un ERG?

Gli ERG (employee resource group) sono network interni volontari nati attorno a un'identità, un percorso o un'esperienza comune. Il mentoring che promuovono prende di solito tre forme: circle di mentoring nel network, coppie 1:1 con i dirigenti e reverse mentoring, in cui i membri fanno da mentor ai leader.

Il mentee va abbinato a un mentor con un profilo simile?

Solo se il mentee lo desidera. Alcuni apprezzano un'esperienza vissuta in comune, altri preferiscono un leader con un percorso diverso che apra nuove reti. Inserite una domanda di preferenza facoltativa e abbinate soprattutto per obiettivi ed esperienza.

Si può chiedere ai partecipanti l'origine o la disabilità?

Con grande cautela. Il GDPR (art. 9) e il Codice privacy italiano trattano questi dati come categorie particolari, con regole più rigide. Rendete facoltativa ogni domanda, spiegatene lo scopo e consultate il vostro DPO prima del lancio. Questa guida non è una consulenza legale.

Come si misura un programma di mentoring per la diversità?

Partite dalla partecipazione: candidature, coppie formate, frequenza degli incontri e abbandoni, suddivisi per gruppo solo dove i numeri garantiscono l'anonimato. Poi misurate i progressi sugli obiettivi e, nel lungo periodo, gli sviluppi di carriera, senza attribuirli al solo programma.

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